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lunedì 2 maggio 2011

Stipendio laureato in farmacia

Laureato in farmacia a Milano. Voto 110/110 e specializzato in farmacia Ospedaliera sempre a milano voto 70/70. Tesi sperimentale in biochimica analitica al dipartimento di chimica farMaceutica in viale Abruzzi, e tesi di specialità in farmacoeconomia. I miei risultati scolastici sono sempre stati brillanti. E' il lavoro che lascia desiderare..... Dopo Essermi laureato ho scoperto che il posto di lavoro dove più facilmente trovi occupazione è il collaboratore in farmacia. Questo lavoro presenta diversi problemi: 1) nessuno sbocco professionale: l'inquadramento è all'inizio come impiegato e finisci la tua carriera come impiegato. 2) lo stipendio: seppur il primo stipendio è in linea con gli altri stipendi di neolaureati (1100-1200 euro netti/mensili, circa 20.000 euro lordi/anno) rimane tale negli anni e l'unica crescita dipende dalla anzianità ( fai la fame ) 3) il titotalare: la figura dell'imprenditore/dottore della piccola azienda farmacia spesso non ha tutte le qualità che un imprenditore deve avere, dato che mettere su una farmacia e diventare imprenditore-farmacista serve solo avere ereditato una farmacia o avere sufficente liquidità per comprarla, il rischio di impresa nel caso dell'azienda- farmacia è molto basso (è molto più sicuro mettere su una farmacia con bacino di clienti fissi ,senza libera concorrenza e convenzionata SSN, che una attività immobiliare o una azienda edile, metalmeccanica o una attività di web-business. Quindi se sei fortunato ti trovi a lavorare sotto un titolare di"qualità" ma molto spesso ti trovi di fronte persone più ignoranti e meno intelligenti di te la cui unica azione a fine giornata è quella di chiudere la cassa e ritirare i soldi ( spesso senza neanche contare il "nero" che alcune volte ti spingono a fare per pagare meno tasse.4) il fatturato: il fatturato di una media azienda-farmacia è di 1.500.000euro/anno , mentre una grossa azienda farmacia ( esempio a Milano Ambreck o Legnani) arriva anche a 3.000.000euro/anno fino a 5.000.000 euro/anno (pochissime....!!!!). L'utile netto (ciò che arriva nelle tasche del titolare)di una farmacia ( tolto tasse, costi di gestione, personale ecc...)oggi si aggira intorno al 6-7% (se gestita bene!). quindi nel caso di una farmacia di medio giro d'affari è di circa 90.000 euro netti/anno che corrispondono a 7500 euro netti/mese; l'utile netto nel caso di una farmacia di alto giro d'affari va dai 180.000 euro netti/anno ai 300.000 euro netti/anno ( ma sono pochi i titolari che arrivano a tali somme....). Capite che comunque sono fatturati ridicoli se paragonati a grosse multinazionali farmaceutiche (ovvio...) dove i volumi di affari si aggirano intorno al 500.000.000.000 dollari/anno e 500.000 euro netti all'anno li guadagna da solo un amministratore delegato!!!!!! Quindi non potete lontamente pensare di poter essere pagati 3000 o 4000 euro/netti al mese da una azienda con volume di affari così basso (anche perchè il titolare si lamenta: " perchè io dovrei guadagnare 5000euro/al mese invece di 7500 per pagare te 3000 euro al mese; capite che in fondo (e questo capita nell'80% delle farmacie) siete pezzenti entrambi
In conclusione: se volete fare carriera, arrivare a ruoli e stipendi dirigenziali non andate a lavorare come impiegati in farmacia, oppure non laureativi proprio in farmacia se non avete la vostra farmacia ( se avete i soldi per comprarla in contanti vi conviene fare qualcos'altro con 2-3 milioni di euro (specie se avete un po di "testa" e imprenditorialità), che passare la vita a "taccagneggiare" su dipendenti e "spingere" la vendita di cosmetici e parafarmaci perchè hanno margini di guadagni più alti. SAPPIATE CHE IL 70-80% DI VOI (FARMACISTI SENZA FARMACIA) FINIRA' NOLENTE O VOLENTE IN UNA FARMACIA PUBBLICA O PRIVATA E CHE NESSUN COLLABORATORE O DIRETTORE DI FARMACIA PUBBLICA O PRIVATA ARRIVERA' AD AVERE STIPENDI DIRIGENZIALI O SBOCCHI DI CARRIERA PROFESSIONALE, I DIRETTORI DI FARMACIA PUBBLICA SONO INQUADRATI COME QUADRI E IL LIMITE MASSIMO DI STIPENDIO CHE POTETE AVERE LA FORTUNA DI RAGGIUNGERE E' DI 2.000 EURO NETTI MENSILI ( ESISTE QUALCHE ECCEZIONE (2.500 EURO) IN QUALCHE GRANDE FARMACIA PRIVATA DI GROSSE METROPOLI MA SONO PIU' UNICHE CHE RARE...), MA IL LAVORO E' SEMPRE LO STESSO.
In farmacia Ospedaliera il lavoro è più vario e più professionale e anche l'inquadramento è diverso (siete dirigenti di I livello, teoricamente dei quadri) e se riuscite a diventare responsabili di struttura complessa (dirigenti di II livello, teoricamente il livello dirigenziale di una grossa azienda) avrete davvero buone soddisfazioni professionali. Il primo stipendio di un farmacista Ospedaliero strutturato è di ( 2000-2200 euro netti mensili) per poi crescere fino a circa 3.000 euro netti mensili a fine carriera. Se riesci a passare direttore di farmacia ospedaliera ( dirigente II livello) il tuo stipendio va dai 3.500 fino ai 4.500 euro netti/mensili. Fin qui sembrerebbe tutto "rose e fiori" il problema è che entrare in una farmacia Ospedaliera è praticamente impossibile perchè: 1) la scuola di specialità è diventata di 4 anni ( quindi 5 anni di laurea + 4 anni di specialità = 9 anni di studio ( meglio medicina!!!!!) e la stanno anche chiudendo come numero 2) nelle farmacie Ospedaliera o nelle ASL si entra per concorso pubblico e tutti , ma proprio tutti i concorsi sono già "manipolati" in modo che vinca una determinata persona alcune volte appoggiata politicamente!!! 3) l'Azienda Ospedaliera Italiana spesso non vuole pagare i farmacisti, più facilmente libera un posto da dirigente medico che un posto da dirigente farmacista ( quindi il posto si libera quando va in pensione qualcuno.....).
Se volete intraprendere la dura carriera di farmacista ospedaliero dovete: laurearvi 5 anni in farmacia o CTF, fare 4 anni di specialità con 400 ore di tirocinio negli ospedali/ASL, altri 5 anni almeno di borse di studio in ospedale e se vi va bene forse a 35-37 anni passerete strutturati con i vostri 2.000 netti mensili.
iL MIO CONSIGLIO SPASSIONATO SE VOLETE FARE I DIRIGENTI SANITARI FATE MEDICINA( ALTRA PROFESSIONALITA', ALTRE POSSIBILITA' LAVORATIVE, E TANTA MA TANTA FRUSTRAZIONE IN MENO.......)

PER CONCLUDERE: IL MIO CONSIGLIO FINALE PER TUTTI COLORO CHE SI SONO ISCRITTI A FARMACIA SENZA AVERE UNA FARMACIA PROPRIA O DELLA FAMIGLIA E DESIDEROSI DI FARE CARRIERA ED OTTENERE STIPENDI BUONI E':
1) SE NON SIETE ISCRITTI A FARMACIA SCAPPATE VIA FINCHE' SIETE ANCORA IN TEMPO
2) SE SIETE ISCRITTI A FARMACIA FATE IL PASSAGGIO A CTF SUBITO, FINITA LA LAUREA FATE UNA TESI SPERIMENTALE POSSIBILMENTE IN TECNOLOGIA FARMACEUTICA/IMPIANTI, FATE MASTER IN ATTIVITA' REGOLATORIE O IN CONTROLLO QUALITA' E PROVATE SUBITO AD ENTRARE IN INDUSTRIA.
3) SE STATE FINENDO FARMACIA FATE COME AL PUNTO 2), NON VI SOGNATE NEMENO DI ANDARE A CHIEDERE LAVORO IN UNA FARMACIA TRANNE SE NON AMATE CON TUTTO IL VOSTRO CUORE IL LAVORO DI FARMACISTA COMMESSO ( MA VE NE ACCORGERETE........ ) IO HO LAVORATO IN DIVERSE FARMACIE DI MILANO COME LIBERO PROFESSIONISTA.....NON POTETE IMMAGINARE CHE FRUSTRAZIONE HO TROVATO NEI COLLABORATORI DI FARMACIA SIA PUBBLICA CHE PRIVATA

4) SE VOLETE FARE GLI INFORMATORI SAPPIATE CHE NON VI SERVIVA LA LAUREA IN FARMACIA DI 5 ANNI , TUTTI POSSONO FARE GLI INFORMATO SCIENTIFICI ANCHE I LAUREATI IN LETTERE. BASTAVA UNA LAUREA BREVE IN " INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUL FARMACO" DI 3 ANNI

E io? Io sono in borsa di studio a 31 anni in ospedale e per arrotondare ho aperto una partita IVA e faccio delle notti su una farmacia....

Cosa avrie fatto se potessi tornare indietro?: ASSOLUTAMENTE MEDICINA E CHIRURGIA: UNA MAREA DI SBOCCHI PROFESSIONALI: MEDICO GENERICO, SPECIALISTA IN OSPEDALE, MEDICO IN INDUSTRIA FARMACETICA, STUDIO PRIVATO....PERSINO NELLE CROCIERE C'E' UN MEDICO, MENTRE ( GUARDA CASO ) AL POSTO DEL FARMACISTA ABBIAMO UN INFERMIERE CHE TIENE LA FARMACIA DELLA NAVE E CHE GUADAGNA MEGLIO DI UN FARMACISTA COLLABORATORE AL PUBBLICO, MA MOOOLTO MEGLIO

IL NOSTRO ORDINE E' FATTO E PROTEGGE SOLO ED UNICAMENTE I TITOLARI DI FARMACIA, PUNTO.

FATE ALTRE FACOLTA' : MEDICINA E CHIRURGIA, ECONOMIA E COMMERCIO, INGEGNERIA, AL LIMITE FATE CTF ED ENTRATE IN INDUSTRIA ( L'INDUSTRIA FARMACEUTICA PAGA DAVVERO BENE), MA LASCIATE STARE FARMACIA SE NON AVETE LA VOSTRA FARMACIA, PER CARITA', SARETE DEI FRUSTRATI A VITA. ANCHE PERCHE' L'UNICO MODO CHE ABBIAMO PER LIMITARE LO STRAPOTERE DEI TITOLARI E AUMENTARE IL NOSTRO POTERE CONTRATTUALE E' DI MINUIRE L'OFFERTA DEI FARMACISTI COLLABORATORI IMPIEGATI NELLE FARMACIE PUBBLICHE O PRIVATE.

fonte:
http://forum.studenti.it/farmacia/813540-laureato-farmacia.html

42 commenti:

ele67 ha detto...

Quoto tutto ciò che hai detto!
Io purtroppo dò anche la colpa a tanti colleghi non titolari che continuano ad accettare questi stipendi ridicoli! Io per 1200-1300 euro accetterei un lavoro come operaio,come impiegato ,ma non in farmacia,con la responsabilità che questo comporta. Se tutti noi fossimo uniti a non accettare,Federfarma non potrebbe far altro che adeguarsi,anche perchè tantissimi figli di farmacisti titolari lavorano nella farmacia di famiglia senza fare la fatica di laurearsi!E' vero che abbiamo bisogno di lavorare,ma è anche vero che per 1200 euro e la nostra professionalità non faticheremmo a trovare un lavoro serio non in Farmacia!

Anonimo ha detto...

Sono totalmente d'accordo su tutti i punti.Sono laureata da 5 anni e mi sono sempre rifiutata di lavorare in farmacia.Ho cominciato come commessa in erboristeria per una catena di negozi-erboristeria e a parità di ore lavorate in settimana (part time 30 ore)guadagnavo quasi quanto un full time in farmacia(€ 1250)considerando la maggiorazione del lavoro festivo e domenicale!Poi ho avuto la fortuna di fare l'informatrice scientifica per una nota mutlinazionale,stipendio buono e tanti km al giorno ma tutto spesato!Poi ho dovuto iscrivermi all'ordine perchè il mio contratto da informatrice non sarebbe stato rinnovato..tra un lavoro in farmacia ed uno in parafarmacia ho scelto quello in parafarmacia,non privata ma appartenente ad una catena.Che dire..sono soddisfatta economicamente e professionalmente e me ne frego se non ho mai defustellato una confezione di medicinale per poi invece sopportare un titolare!Altra cosa scandalosa e che nessuno ti spiega quando sei fresco di laurea è che per "infilarti"in una farmacia ci devi lavorare gratis!!Sì,un titolare mica si sogna di pagarti se ti sta facendo formazione(cosa che avviene normalmente in ogni azienda invece)quindi ti fai 8 ore al giorno per magari 1-2 mesi senza stipendio!Io con la farmacia ho chiuso senza nemmeno aver mai iniziato a lavorarci!E ogni ordine è un ente assolutamente inutile per noi collaboratori.

Anonimo ha detto...

Do ragione a tutti.Sono una farmacista che ha studiato farmacia per passione e si è scontrata con una realtà lavorativa pazzeca. Chi sta studiando Farmacia farebbe bene a cambiare immediatamente facoltà, per non essere poi umiliato lavorativamente, economicamente ed intellettualmente da personaggi come i titolari che nella stragrande maggioranza dei casi sono molto ignoranti e l'UNICA cosa di cui si preoccupano sono i soldi,soldi e soldi.Hanno fatto vedere di che pasta sono fatti con le loro esternazioni durante la liberalizzazione (ridicola) che è stata fatta. Ho lavorato per anni in farmacia guadagnandomi frustrazioni e malcontenti invece di uno stipendio dignitoso adatto a chi ha studiato e ha determinate responsabilità.Adesso basta, ci sono lavori che soddisfano molto di più, lavorerò in parafarmacia e anch'io me ne frego se non defustello le scatolette, ma guadagno la mia dignità di farmacista e di professionista.Consiglio ancora a chiunque voglia fare farmacia ( senza averla) di scappare subito!!!
Non dovremmo assecondare persone senza scrupoli che ci schiavizzano, ma dovremmo lasciarli soli al banco, a LAVORARE finalmente nella loro farmacia, senza gli "schiavetti" che gliela portano avanti!!! Purtroppo non siamo appoggiati da nessuno nè politicamente nè sindacalmente e neanche dall'Ordine che di noi collaboratori se ne frega.E non siamo capaci di farci sentire.
A proposito, se ci si fa sentire presso il titolare, si rischia di essere licenziati con ogni mezzo perchè i collaboratori devono perlopiù ubbidire e non dare noia.
Che tristezza!!!

Anonimo ha detto...

un papà da catania
CARO STUDENTE UNIVERSITARIO,
quello che dici è vero e non fa una piega. Ma andiamo a guardare in faccia l'altro lato della medaglia. Sono il papà di un ragazzo laureatosi nel 2009 in CTF. Appena conseguita la laurea ha cominciato a spedire curriculum a tutte le aziende farmaceutiche e a tutte le agenzie di lavoro che internet dà la possibilità di raggiungere sia nel circuito nazionale che in quello europeo. Mai una risposta. A questo punto, dopo aver fatto centinaia di telefonate, tra queste gli viene consigliato di rafforzare l'inglese per tentare meglio le sue carte all'estero. Accolto il consiglio, decide che questa potrebbe essere una carta valida e vincente e decide di stabilirsi in Inghilterra per tre mesi dove, a conclusione degli studi ,incassa l'ennesima l'abilitazione, quella della lingua. Nondimeno, mentre si trova a Nottingham cerca lavoro sia lì che a Londra per inserirsi in qualche azienda farmaceutica. Esito negativo. Torna dunque in italia e forte di questa abilitazione spedisce in ogni dove il solito curriculum in formato europeo. Finalmente una azienda farmaceutica di Pomezia (Roma), lo contatta per la selezione per un contratto di formazione di 6 mesi con possibilità di proroga. Credendo fosse la volta buona parte alla volta di pomezi. Quì scopre che i canditati sono più di un centinaio provenienti da tutta l'Italia. Durante il colloquio, non appena gli dice che era proveniente da Catania, gli viene subito consigliato di pensarci bene prima di accettare l'incarico, perché dopo i sei mesi non era garantito l'occupazione in azienda. Nel frattempo in azienda viene a sapere che questa multinazionale ogni sei mesi ripeteva la stessa selezione pur di non fare contratti a tempo indeterminato ma godendo degli sgravi fiscali e spremendo al massimo questi laureati in CTF. Nondimeno si mette a completa disposizione. Ritornato a Catania nessuno lo ha più contattato ne da questa azienda ne da altre. Nel frattempo questa maledetta crisi mieteva le sue vittime nel mondo della occupazione. Fatti tutti i tentativi ha deciso di ripiegare per un posto di lavoro in una farmacia privata. Sembrava una scelta facile e scontata con una laurea in CTF, macché. Solo oggi, Ottobre 2012 a tre anni esatti di distanza dal conseguimento della laurea , pare abbia ottenuto un contratto di lavoro come farmacista. Guadagna lo stipendio del contratto nazionale e, sentendo suoi colleghi laureatesi nello stesso periodo, scopre che sono ancora disoccupati e senza una prospettiva di lavoro, altri, pur di non gravare sulle spese familiari hanno trovato occupazione in parafarmacie di centri commerciali del Nord Italia ma che non riescono nemmeno a coprire le spese. Morale, averlo un posto di lavoro, oggi è già un miracolo. Un consiglio, pensa a Laurearti e poi avrai il tempo di vedere quanti avvocati, ingegneri, commercialisti, medici, e chi più ne ha più ne metta sono a spasso. Il pessimismo non aiuta specie se vivi ancora sulle spalle dei tuoi genitori.

un papà da catania ha detto...

CARO STUDENTE UNIVERSITARIO,
quello che dici è vero e non fa una piega. Ma andiamo a guardare in faccia l'altro lato della medaglia. Sono il papà di un ragazzo laureatosi nel 2009 in CTF. Appena conseguita la laurea ha cominciato a spedire curriculum a tutte le aziende farmaceutiche e a tutte le agenzie di lavoro che internet dà la possibilità di raggiungere sia nel circuito nazionale che in quello europeo. Mai una risposta. A questo punto, dopo aver fatto centinaia di telefonate, tra queste gli viene consigliato di rafforzare l'inglese per tentare meglio le sue carte all'estero. Accolto il consiglio, decide che questa potrebbe essere una carta valida e vincente e decide di stabilirsi in Inghilterra per tre mesi dove, a conclusione degli studi ,incassa l'ennesima l'abilitazione, quella della lingua. Nondimeno, mentre si trova a Nottingham cerca lavoro sia lì che a Londra per inserirsi in qualche azienda farmaceutica. Esito negativo. Torna dunque in italia e forte di questa abilitazione spedisce in ogni dove il solito curriculum in formato europeo. Finalmente una azienda farmaceutica di Pomezia (Roma), lo contatta per la selezione per un contratto di formazione di 6 mesi con possibilità di proroga. Credendo fosse la volta buona parte alla volta di pomezi. Quì scopre che i canditati sono più di un centinaio provenienti da tutta l'Italia. Durante il colloquio, non appena gli dice che era proveniente da Catania, gli viene subito consigliato di pensarci bene prima di accettare l'incarico, perché dopo i sei mesi non era garantito l'occupazione in azienda. Nel frattempo in azienda viene a sapere che questa multinazionale ogni sei mesi ripeteva la stessa selezione pur di non fare contratti a tempo indeterminato ma godendo degli sgravi fiscali e spremendo al massimo questi laureati in CTF. Nondimeno si mette a completa disposizione. Ritornato a Catania nessuno lo ha più contattato ne da questa azienda ne da altre. Nel frattempo questa maledetta crisi mieteva le sue vittime nel mondo della occupazione. Fatti tutti i tentativi ha deciso di ripiegare per un posto di lavoro in una farmacia privata. Sembrava una scelta facile e scontata con una laurea in CTF, macché. Solo oggi, Ottobre 2012 a tre anni esatti di distanza dal conseguimento della laurea , pare abbia ottenuto un contratto di lavoro come farmacista. Guadagna lo stipendio del contratto nazionale e, sentendo suoi colleghi laureatesi nello stesso periodo, scopre che sono ancora disoccupati e senza una prospettiva di lavoro, altri, pur di non gravare sulle spese familiari hanno trovato occupazione in parafarmacie di centri commerciali del Nord Italia ma che non riescono nemmeno a coprire le spese. Morale, averlo un posto di lavoro, oggi è già un miracolo. Un consiglio, pensa a Laurearti e poi avrai il tempo di vedere quanti avvocati, ingegneri, commercialisti, medici, e chi più ne ha più ne metta sono a spasso. Il pessimismo non aiuta specie se vivi ancora sulle spalle dei tuoi genitori.

Anonimo ha detto...

Io sono neolaureata in farmacia con votazione 110 e lode,abilitata alla professione,iscritta all'albo e in cerca di un lavoro.Potreste spiegarmi perchè lavorare come collaboratore in una farmacia e' frustrante?grazie

Anonimo ha detto...

Appena laureato son entrato subito come dipendente in una Parafarmacia in un grande centro commerciale. Contratto nazionale del Commercio come impiegato di secondo livello... 1450 euro al mese per 38 ore settimanali!Certo, si lavora anche il fine settimana ma tutti gli altri giorni ti godi mezza giornata libera che non è poco!!! E se fai il tuo non hai nessun principale che ti rompe le scatole e non sei costretto a vendere farmaci che hanno l'obbligo della ricetta anche se questa non viene presentata! Rischi te ma i soldi vanno in tasca al titolare!!! Tanto i medicinali che possiamo consigliare sono proprio quelli che non richiedon ricetta quindi il nostro lavoro è esattamente lo stesso a quello dei colleghi delle farmacie ma senza frustrazioni e responsabilità che arricchiscono altri! Ah, pura la clientela è diversa, da noi passan anche solo per salutarti o ringraziarti di un prodotto consigliato giorni prima e difficilmente ti passerà il vecchietto di turno a pretendere farmaci "gratis" a cui non ha diritto. Insomma, si vive e si lavora più tranquillamente e lo stipendio è pue leggermente migliore. Oh, poi vuoi mettere lo staccare da lavoro e fare subito la spesa prima di tornare a casa? E' anche vero però che un neolaureato in Francia prende subito circa 3000euro netti al mese, e così per altri Paesi europei, ma già, in Francia i farmacisti dipendenti hanno scioperato e alzato la voce, qui siam in Italia e lo stesso Ordine dei (Titolari) Farmacisti non ci appoggerebbe mai. Speriamo solo in tempi migliori!!!

Anonimo ha detto...

Ma tra tante schifose cose vergognose è sentirsi dire dai "figli di..." "no no a me non piace stare dietro al banco faccio altro" però sono i primi a partecipare al concorso e che ti dicono che è giusto che le farmacie non siano liberalizzate per ragioni....udite udite....di sicurezza sanitaria!!!!! Ahhahahahahahahah

Anonimo ha detto...

Dopo varie sostituzioni in farmacia privata e pubblica, scopro che un part time 30 ore in parafarmacia mi paga quasi uguale ad un 40 ore in farmacia! Io sono soddisfatto...però vorrei aggiungere che a me il mio lavoro di consiglio piace moltissimo, in più sono specializzato in un settore e faccio diversi corsi attinenti ogni anno

Damiano Prinzivalli ha detto...

Salve ragazzi, io sono al primo anno di tossicologica ambientale e del farmaco, insomma, l' unica triennale del corso di farmacia e CTF. Purtroppo non saprei, ma a quanto mi sono informato l'unica possibilità per un tossicologo è fare ovviamente la specialistica, che qua' in Sardegna sono veramente poche: neuropsicobiologia, biologia molecolare e scienze della nutrizione che escludo già a priori.Purtroppo generalmente per quanto riguarda sbocchi lavorativi la vedo più grigia di un farmacista e per tale motivo pensavo di farmi convalidare gli esami possibili e in ogni caso entrare l anno prossimo in CTF,avete qualche consiglio? Grazie in anticipo

Anonimo ha detto...

quindi tu hai provato il concorso per lavorare in una farmacia ospedaliera ma ti è andata male, giusto?

Anonimo ha detto...

Condivido TUTTO! Dopo tanti anni di collaborazione in farmacia e anche parafarmacia ora mi dedico alla scuola pubblica. Seguite il consiglio FATE ALTRO! La formazione del farmacista può essere spesa in altri settori non fatevi condizionare dal titolo di studio e dalla nostalgia del camice bianco . Non fatevi sfruttare da titolari o aziende nella grande distribuzione per stipendi poco dignitosi.





Anonimo ha detto...

Solitamente non commento vecchi post, ma vedendo che c'è gente che ha risposto pochi mesi fa ho deciso di scrivere anche la mia attuale esperienza.

Prima di tutto concordo su i punti descritti, che seppur del 2011 sono ancora odierni, ANZI sono pure peggiorati..
Una risposta che mi ha particolarmente colpito tra quelle presenti è quella del signore di Catania che ha descritto la situazione del figlio, anche se si tratta del 2009-2012. Tuttavia sto riscontrando sulla mie pelle le stesse problematiche e con aziende/attività che operano allo stesso modo.

Ora come ora in Italia conviene prendere una laurea in farmacia se si ha un'attività di famiglia, altrimenti si rischia proprio di finire come eterni impiegati. Non si parla di retribuzione, ma di mansioni visto che il farmacista odierno poco ha a che vedere con ciò che rispecchia il vecchio concetto di farmacista. Di preparazioni non se ne fanno quasi più e si è ridotto il tutto ad un'attività basata su amicizie più o meno velate con dottori, informatori, dello sbattersene dell'etica proessionale, quindi mirata al puro commercio. Anzi a dirla tutta durante il tirocinio(si parla del 2012) ero stato sgridato pesantemente perché avevo consigliato ad un signore sull'80ina un generico anziché un farmaco di marca. Farmaco pressoché identico e con un costo decuplicato. Per carità è un'attività commerciale, ma con una laurea in farmacia/ctf uno dovrebbe pensare anche ad altro, oppure no ?

Per quanto riguarda ctf, cui sono laureato, la mia e quella altrui esperienza mi fanno riassumere il tutto in: LAUREA INUTILE, specialmente in Italia. È una laurea che fornisce gli stessi sbocchi lavorativi di farmacia, perché MAI e poi MAI si verrà assunti in azienda come fatto passare alle matricole, mai e poi mai saremo preferiti a farmacisti stranieri perché con una laurea ibrida chimico-biologica. Più di una volta mi ero trovato a condividere il supplement e ritrovarmi allo stesso modo persone dall'altra parte dubbiose circa la validità della mia laurea.
Volendo escludere i vari sfruttamenti post-laurea le uniche possibilità di impiego riguardano il settore commerciale, quindi ISF (per cui NON serve nemmeno la laurea), farmacia e/o parafarmacia(migliore). Solo una esigua % rientra in progetti di dottorato, ma nessuno che conosco è mai entrato in azienda. NESSUNO.

Dopo la laurea avevo fatto uno stage di qualche mese di scarsissima utilità, preso l'abilitazione per poi lavorare un breve periodo in farmacia e poi passare ad una parafarmacia. Per il resto tentato, tentato e ritentato per dottorati, aziende, ecc.. ma sempre escluso, ma non solo io, ma anche persone laureate col massimo dei voti.
Attualmente le aziende cercano o neolaureati da splasmare/sfrutture fin quando possibile (vedi una nota azienda con sede nel Lazio), oppure cercano persone under30 con almeno 2-3 anni di esperienza nel settore industriale, cosa praticamente improponibile al 90% o più dei laureati.

Se siete ancora matricole al 1° anno di ctf/farmacia pensateci 2 volte prima di continuare un corso di laurea del genere. Fossi in voi farei una triennale in chimica PURA qui, per poi prendere una specialistica all'estero, prendendosi quindi un buon Msc.
L'università italiana sforna ogni anno laureati senza alcuna possibilità di impiego nel proprio paese, oppure sfruttabili per posizioni idonee pure per diplomati, o tagliati fuori perché senza possibilità di fare esperienza. Inoltre di base pratica fornisce aria fritta. Siamo ai livelli di un'università che equivale ad un liceo con più cose da studiare e dove di LAVORO si impara ben poco, soprattutto se si sceglie di non fare una tesi in laboratorio.

E meno male che abbiamo una % di laureati tra quelle più basse d'Europa..
Veramente un triste scenario, molto triste.

Nicole Negro ha detto...

Ci tengo a dire la mia.
Sono laureata in CTF da più un anno, il mio obbiettivo era di fare un dottorato all'estero per poi fare la ricercatrice. La difficoltà di accedere a un dottorato in italia è un'altra faccenda, non è il post adatto in cui scrivere.
Ad ogni modo ci tengo a 1) condividere il discorso iniziale riguardo la laurea in farmacia e il lavoro annesso, un lavoro denigrante sottopagato e sottostimato come pochi al mondo... e 2) non condividere affatto il discorso qui sopra postato da Anonimo.
NON è vero che non si trova lavoro in azienda, e io e diversi colleghi ne siamo la prova. è vero, molti hanno scelto la strada più "facile" della farmacia (e spesso per la pigrizia di non trasfersi in un'altra città )ma diversi siamo stati inseriti in aziende farmaceutiche anche di grosso livello. Io per prima sono stata presa contemporaneamente in una multinazionale di Pomezia e una di Verona (e non sono certo un 110 e lode) e lo stesso per altri miei compagni di corso e pure i miei attuali colleghi che usciti da CTF hanno fatto stage in azienda e poi sono stati presi.(diversi hanno raggiunto posizioni elevate all'interno dell'azienda)
Logico, bisogna essere disposti a spostarsi, ma di questi tempi mi sembra il minimo.
Non credo che la laurea in CTF sia inutile, anzi ti apre milioni di strade: azienda, farmacia,erboristeria, ISF,ricerca,insegnamento.
Ancora meglio dal mio punto di vista sarebbe fare in modo che CTF sia una specialistica di 2/3 anni dopo una laurea in chimica o chimica industriale con la possibilità di partecipare all'esame di stato di farmacista...quella sì che sarebbe la facoltà perfetta e si avrebbe un bagaglio di conoscenze immenso per affrontare qualsiasi colloquio.
Io sono soddisfatissima e CTF lo rifarei, nonostante sia stato estremamente difficile.
NIcole

pippo ha detto...

SE NON SEI FIGLIO DI FARMACISTI O SE NON SEI UNA RAGAZZA BELLISSIMA IN FARMACIA NON HAI
ALCUNA POSSIBILITA' DI LAVORARE.

RASSEGNAMOCI.

Anonimo ha detto...

Ragazzi...io ho l'intenzione di passare a CTF (ho gia' 1 laurea in cosmetologia) attualmente sn al 4 di farmacia...me lo consigliate o no??

Anonimo ha detto...

Ciao Nicole io sono laureata in cosmetologia mi sn iscritta al 4 anno di farmacia e sono indecisa se passare o meno a CTF cosa mi consigli??? Sn confusa!!

Anonimo ha detto...

Per me il lavoro in farmacia è uno dei mestieri più brutti che ci sia. Ormai si è schiavizzati, si lavora dalla mattina alla sera,anche sabato e domenica,spesso non si hanno ferie,vita sociale zero,vita sprecata: schiavismo

Anonimo ha detto...

naturalmente le pensioni vanno di pari passo al vs stipendio...
L'enpaf obbligatorio aggiungera'pochissimo alla vostra pensione inps,già scarsa!!!!
pensione di anzianita' con contribuzione intera per 30 anni ,10 ridotta e riscatto laurea sono solo 300 euro!!!!!!!!non commento
Buona fortuna

Aldo ha detto...

é vero pultoppo tutto quello che è stato detto....


Secondo me ci dobbiamo rinforzare come ordine, dobbiamo farci sentire, fare uno sciopero per modificare il contratto di lavoro....secondo me è l'unica alternativa.

Anonimo ha detto...

Io sarei uno studente al quarto anno di ctf... Ho fatto il test di medicina con successo, facendo il passaggio, andrei in secondo con la convalida esami. Non so cosa fare perché la sintesi non mi appassiona, mentre mi piace il biotech e il management, Non so se valga la pena allungare la strada facendo medicina, per poi lavorare in azienda. Temo che con ctf finisci a fare il qa o ruoli tecnici che non mi piacciono, sempre ammesso che ti prendano.

Anonymous ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
GIGI ha detto...

IO STO FINENDO ULTIMO ANNO DI FARMACIA,FACCIO IL TIROCINIO IN UNA FARMACIA VICINO CASA ...IL TITOLARE MI HA CHIESTO LA DISPONIBILITA' UNA VOLTA CONSEGUITA LA LAUREA DI LAVORARE PER LUI...1345,00 EURO AL MESE ...NON MALE...IO VORREI FARE UN MASTER PER DIVENTARE PERITO FORENSE..CHE SAPETE IN PROPOSITO ? GRAZIE

Unknown ha detto...

non male 1345????lo sai che devi pagare ordine e enpaf?? lo sai che lavori 6gg/7gg? lo sai che sei impegnato mattina e pomeriggio con orario spezzato?lo sai che starai 8h al giorno in piedi a vedere piu gente con la faccia da c××× e maleducata che gente che VUOLE il tuo consiglio e ti ringrazia? Lo sai che continuerai per sempre ad avere questo genere di stipendi, ma potresti arrivare a 1600, anche 1800 se il titolare tiene al tuo operato da schiavo (che dice sissignore ad ogni cosa)?? Se ti va bene tutto questo, buona fortuna... io ho scelto altro!!

Anonymous ha detto...

Te adesso cosa fai?

Anonimo ha detto...

Salve a tutti IO sono iscritto al 3 anno di farmacia.Vorrei continuare gli studi post laurea cosa consigliate?

Anonymous ha detto...

Vorresti fare il dottorato? Se sì non in Italia

Adriano ha detto...

Ciao Ragazzi
Concordo su tutto.
Brevemente: sono laureato in C.T.F.
Non avendo trovato sbocchi lavorativi di alcun tipo, pur di non fare lo schiavo in farmacista in Italia, ho lavorato come farmacista in UK per 5 anni.
Non voglio aprire qui un dibattito sul lavoro di farmacia in UK.
Dico solo che, dopo un forte entusiasmo iniziale, anche all' estero ho notato moltissimi problemi.
Le paghe dei farmacisti dipendenti sono più alte di quelle di un farmacista collaboratore in Italia ma infinitamente più basse di quelle dei titolari.
Sconsiglio a tutti di abbandonare la nave ed andare all' estero.
Il mito dell' estero non esiste.
Scappare dall' Italia non serve a niente.
Questo paese dobbiamo provare a migliorarlo noi.
Se ce ne andiamo tutti sarà sempre peggio.

P.S.
e i farmacisti ospedalieri in Italia ?
Ho scoperto che prendono una "botta" di soldi (minimo €60.000 lordi annui fino a €120.000 lordi annui per i direttori) e le loro mansioni sono pari a quelle di un amministrativo.
In UK ifarmacisti ospedalieri prendevano, AL MASSIMO, l' equivalente di €60.000 lordi annui (la media si aggirava su circa €35.000/annui) stavano in reparto, interagivano coi pazientitutto il giorno e prescrivevano. Qua in italia al massimo fanno ordini e guardano il computer. Il loro inquadramento contrattuale è parificato a quello dei medici ma non hanno alcuna responsabilità rispetto ad un medico (niente guardie, niente rapporto con pazienti, inferrmieri etc).

Anonimo ha detto...

Fai medicina di corsa!!!
Non pensarci 2 volte!!!
Fidati...non te ne pentirai.
Pasquale

Anonimo ha detto...

Non credo che sia brutto per definizione...ma credo che sia brutto perchè è fatto male ed è gestito (dai titolari)anche peggio...ecco perchè il lavoro del farmacista non è gratificante!!! Io, che entro domani mi cancelleró dall'ordine, mi vergogno di essere un farmacista in questo stato di cose...eppure a parlare è uno dei tanti farmacisti laureati e specializzati con lode!!! Ho lavorato in tante farmacie del nord come del sud, basti solo dire che negli ultimi 7 anni ho cambiato 9 appartamenti e 6 città... a Napoli c'è un detto che recita cosí: Cambia il maestro ma la musica è sempre la stessa!!! Purtroppo bisogna provare per crederci, ed io se tornassi indietro non rifarei quest'errore di gioventú!!! I titolari che ho incontrato sul mio cammino si sono sempre presentati bene ma poi hanno mostrato la loro reale natura. Per esempio in un paio di farmacie ho lavorato a nero; in un'altra il titolare in persona dispensó un farmaco scaduto ed incolpó me...meno male che fui scagionato dal cliente; in un' altra farmacia che aveva appalti con case di cura venivo svegliato di notte -dalla titolare- per andare a consegnare personalmente e con mezzi propri ossigeno e farmaci; da un'altra farmacia aspetto ancora l'ultimo stipendio... Non vorrei andare oltre perchê non finirei piú!!! Ma dico solo un'altra cosa: sono venuto addirittura a conoscenza di illeciti perpetrati in farmacia, con la connivenza ovviamente della titolare, consistenti in trattamenti medico-estetici eseguiti nei locali della farmacia da cialtroni non laureati in medicina - e cmq anche se lo fossero stati in farmacia, per legge, queste cose non si possono fare!!! Io spero che agli altri 95.000 colleghi sia andata meglio!!! Nel frattempo per coloro che hanno intenzione di iscriversi a farmacia io mi sento in dovere di sconsigliarlo fortemente!!!
P.

Adriano ha detto...

La testimonianza di P. mi fa venire il voltastomaco e temo sia una storia tutt' altro che isolata. Personalmente ritengo che in parte anche noi farmacisti non titolari siamo responsabili di questo stato di cose.
Non siamo assolutamente rappresentati, siamo divisi, isolati.
Dall' altra parte i titolari sono macchine da guerra. Hanno agganci politici a destra al centro ed a sinistra.
Inoltre c' è da dire che moltissimi nostri colleghi continuano a farsi schiavizzare dai titolari senza reagire minimamente.
E' chiaro che, in questa situazione, chiunque abbia due neuroni in testa fugge da questo ambiente.
E questa è la sconfitta del sistema; un sistema che ha speso ed investito su di noi ma che, una volta laureati, ci abbandona a noi stessi e non ci tutela in alcun modo.
E' assurdo che nel 2017 un laureato in C.T.F. o Farmacia non abbia alcun tipo di prospettive lavorative.
O si è figli di titolari oppure si fa opera di lecchinaggio e si entra in qualche ULSS.
Concordo in tutto e per tutto con P.
Sono prossimo anch' io alla cancellazione dall' ordine.
Sono soldi buttati via.

P.S.
maledetto il giorno che mi sono iscritto a C.T.F.

Adriano

Anonymous ha detto...

IN TEORIA, LA LAUREA IN CTF TI PREPARA ALL' INDUSTRIA, NON A FARE IL FARMACISTA, ALTRIMENTI FACEVI FARMACIA E AVEVI LA VITA PIÙ FACILE.UN CTF DOVREBBE LAVORARE IN AZIENDA O NELLA RICERCA. IL PROBLEMA È CHE ANCHE IN AZIENDA NON CI SONO TUTTE QUESTE GARANZIE LAVORATIVE.

Adriano ha detto...

Egregio Anonymous

Non discuto sul fatto che la laurea in C.T.F. sia indirizzata all' industria, al laboratorio, alla ricerca etc etc....e questo e' il motivo che mi porto', nella mia ingenuita' fine adolescenziale, ad iscrivermi a questo corso di laurea.
Quello che obietto e' che, col passare degli anni, mentre ero ancora studente, mi rendevo conto che la differenze fra i due corsi di laurea non era poi cosi' marcata.
Questi miei sospetti sono stati confermati con la riforma dell' ordinamento del 2003 (o 2004) che includeva, nel piano di studi di C.T.F. , l obbligo del tirocinio in farmacia.
Inoltre, ora che sono trascorsi piu' di dieci anni dalla mia laurea, dati alla mano, noto che la stragrande maggioranza dei miei comapgni di corso (di C.T.F.) lavorano, nella quasi totalita' casi, chi come rappresentante, chi in farmacia.
Troverei piu' sensato, come aveva scritto una collega in una delle mail di sopra, dare un taglio piu' "chimico" alla laurea in C.T.F., magari rendendolo un indirizzo della laurea in Chimica.
Bisogna essere estremamente onesti: nessuna industria assumerebbe un C.T.F. come chimico.
Con questo intendo dire che un C.T.F., pur portando nel titolo la qualifica di Chimico, non ne ha le competenze.
Non vorrei pero' snaturare il senso di questo dibattito, che e' quello sulla professione del farmacista.

Adriano

Anonymous ha detto...

Salve Adriano,anche io mi sono reso conto delle sue stesse cose, inoltre trovo ridicolo che ci siano 900 ore di tirocinio obbligatorio in farmacia nel cdlm in ctf. Ha ragione anche sul chimico ma ctf è una facoltà ibrida e quindi non sei un chimico organico vero e proprio, né un farmacista. Per quanto riguarda le aziende, vedo che tutti i ctf lavorano o come product specialist o nel regulatory o nel q.a in produzione. Pochi fanno i cra o ruoli simili.

Anonymous ha detto...

Per il resto, ho sentito gente che si lamenta e non rifarebbe mai ctf e gente che si trova benissimo in azienda, forse la verità sta nel mezzo.

Anonymous ha detto...

Lei è laureato in ctf/farmacia??

Adriano ha detto...

Gentile Anonymous

Mi sono laureato in C.T.F..
Poiche' mi sta spingendo a ricordare aspetti delle vita universitaria che avevo accantonato da tempo, mi permetta di rimarcare un altro paio di punti che, a mio avviso, fanno comprendere quanto C.T.F. sia molto piu' vicino a farmacia che non a chimica.
1) alcuni esami come Matematica 1, Matematica 2, Fisica 1, Fisica 2, Chimica Fisica1 etc etc, nel corso di laurea di Chimica erano (almeno ai miei tempi) propedeutici al proseguimento degli studi (nel senso che se non si passava atematica 1 non si poteva sostenere Matematica 2 e via dicendo).
A C.T.F. vi era un unico esame di Matematica che, pur essendo molto "semplice", mieteva numerosissime vittime al punto che, negli anni nei quali ho frequentato l' universita', le propedeuticita', per aumentare il numero di laureati, furono fatte saltare.
Cosi' facendo, come diceva quel sant' uomo del Prof di Chimica Fisica (era veramente un uomo brillante, ottimo docente, preparatissimo) molti studenti si trovavano ad entrare in tesi con esami come matematica e chimica fisica ancora da superare. Lei capisce che tali esami costituiscono la "base" per poter costruire una mentalita' Chimico-Scientifica (come diceva lo stesso Professore che ho citato poc' anzi).
2) Nel tempo, all' insegnamento di esami fondamentali come Chimica Fisica, Laboratori,, Chimica Organica, i professori laureati in Chimica sono stati sostituti da Professori laureati in Farmacia o C.T.F., con un obiettivo scadimento della qualita' dell' insegnamento.

Questi, caro Anonymous, sono le mie personalissime convinzioni che portano a concludere quanto C.T.F. sia una costola di farmacia, piu' che una laurea in Chimica.

Alla prossima

Adriano

Anonymous ha detto...

Questi esami da lei nominati li ho fatti e confermo anche qui quello che dice, sì, il fatto è che se uno vuole fare i chimico, allora deve fare chimica pura, così se vuoi fare il farmacista, devi fare farmacia, ctf dovresti essere un chimico "farmaceutico" cioè sostanzialmente un chimicp organico che lavora con un hit, cioè quello di trovare molecole biologicamente attive. Oppure puoi fare il tecnologo o il farmacologo. Ma per esempio anche i farmacologi, sono medici di solito. Il vantaggio che ctf dovrebbe darti é proprio la multidisciplinarietà, ma nel mercato del lavoro poi sei inquadrato diversamente e oggi devi avere per forza un master almeno. Io infatti amando di più la parte del biotech ho pensato di fare medicina, poiché ctf non rispecchia più quello che credevo, soprattutto dopo avere avuto uno sguardo della realtà lavorativa.

Anonym. ha detto...

Leggendo queste cose mi viene da vomitare.. sono una ragazza studiosissima col sogno della ricerca, iscritta a Farmacia. Ma mi rendo conto che quello che dicono i professori sugli sbocchi lavorativi non coincide con la realtà... e mi sono illusa. Avendo quasi 20 anni sono ancora in tempo per spostarmi e cambiare facoltà, pur di avere un futuro prospero. Avrei pensato di tentare medicina, ma io sono una persona emotiva, che non può vedere il sangue, mentre le materie mi piacciono molto. Sarei disposta persino ad andarmene ad ingegneria, che è persino aperta, quando qui a Farma ho fatto un test con ben 900 persone! Che faccio?

Anonymous ha detto...

Ingneria devi fare o meccanica o informatica sennò non lavori, studi farmacia dove? Fai medicina, ti conviene, ti passano pure gli esami, alcuni. Se sei impressionabile non farai il chirurgo. I professori anche a ctf, non fanno che dirti che lavorerai e avrai possibilità in azienda. Risulta difficile crederlo. Farmacia se non hai la farmacia di proprietà è inutile.

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi, io sono laureato in Farmacia, ho 30 anni e lavoro da 3 anni (di cui solo l'ultimo anno full-time,i primi due part-time) in una farmacia privata come farmacista collaboratore e sono arrivato alla conclusione come dicono i miei colleghi nei commenti precedenti che non vi sono margini di miglioramento ne dal punto di vista economico ne dal punto di vista professionale, praticamente se lavorassi in un ipermercato a sistemare merendine e detersivi guadagnerei lo stesso e avrei meno responsabilità, che tristezza! Comunque non voglio rimanere a piangermi addosso e vorrei cercare di migliorare la mia situazione professionale e sto cercando di valutare diverse scelte. Conseguire la laurea in C.T.F e cercare di inserirmi in qualche industria farmaceutica, o conseguire un master per avere alcune porte aperte in ambito dell'industria farmaceutica (solo che ce ne sono tanti che sono delle truffe e rilasciano diplomi non riconosciuti) o cercare di provare a conseguire la specializzazione in farmacia ospedaliera(solo che per superare il concorso per entrare nella scuola di specializzazione ci vuole un aiuto divino, dato che siamo in Italia e vince il concorso soltanto chi ha le giuste amicizie).Se qualcuno vuole propormi qualche altra idea o scelta da poter fare sarei ben disposto a confrontarmi e ad ascoltare!!

Anonimo ha detto...

Ciao Anonimo

Sono un collega di 36 anni nelle tue stesse condizioni.
Volevo consigliarti di andare all' estero ma, stando a quanto ha scritto un nostro collega in un suo blog (http://castafarmacisti.blogspot.it/), non penso che tale scelta rappresenti una soluzione.
Non saprei veramente cosa dire.
Non credo più nemmeno nelle liberalizzazioni.
Mi sembra, la nostra, una professione morta.
I farmaci vengono prodotti dalle multinazionali da ormai più di mezzo secolo.
E' inevitabile che la professionalita del farmacista sia morta e sepolta da tempo.


Saluti